Peter Lindbergh

"Visioni"


 

 

 

 

 

ÓPeter Lindbergh (France 1998) Nancy Hagen, Jenny Knight, Malgosia, Kae Lee  Hotel Du Cap, Eden Roc, Francia

 

 

 

 

 

 

La mostra di Peter Lindbergh che si è tenuta da gennaio  a 26 marzo 2006 a Milano presso l'ampio ed articolato spazio espositivo FORMA in Piazza Tito Lucrezio Caro 1, non e facilmente raccontabile. Se amate il genere e vi piace Lundbergh, avrete proprio dovuto vederla. Si era assaliti, avvolti, emozionati e quasi intimoriti dalle grandi bellissime fotografie - stampate in modo eccellete. Non che non vi siano parole per raccontare la forza, l’espressività, lo stupore ed anche la dolcezza dei ritratti e delle atmosfere dichiaratamente costruite (alcune però sembrano casuali) con protagoniste le donne più belle del mondo. Ma le immagini hanno maggiore energia, maggiore potenza.


 

 

 

 

ÓPeter Lindbergh (Los Angeles 2000) Milla Jovovich & Karen Elson (sulla macchina) downtown, Los Angeles Ingorgo nell’ora di punta

 

 

 

 

 

 

 

 

La mostra titolata "VISIONI" è divisa in due parti: una ricostruisce con fotografie, quasi tutte a colori, fantasiose atmosfere che raffigurano la sorpresa, lo stupore, il timore ma anche il fascino di un’invasione UFO sulla terra, l’altra è una synthesis antologica delle più belle ed espressive immagini in bianco e nero del maestro. Spettacolare ed emozionante il grande ritratto di Geraldine Chaplin.

 

  

ÓPeter Lindbergh                                                  ÓPeter Lindbergh


Peter Lindbergh, tedesco, classe 1944, è uno dei più affermati, visionari, originali e corteggiati fotografi di moda e, in genere di “glamour” di tutti i tempi. Ha firmato varie edizioni del Calendario Pirelli, creato immagini straordinarie per le collezioni di stilisti come Armani, Donna Karan, Jill Sander, Prada e Calvin Klein. Le sue fotografie sono pubblicate sulle più importanti riviste del mondo. Il suo stile inconfondibile, tra la realizzazione onirica e la documentazione cruda, gli ha permesso di realizzare ritratti unici di modelle e attrici, giocando con il loro ruolo e trasformandole in oggetti del desiderio che non nascondono dramma e fragilità. Ma Lindbergh ha anche realizzato grandi scenari e “visioni” fotografiche muovendosi sempre tra la ricerca personale e il lavoro su commissione.